Blue Bottle Coffee, Gramercy Park di Lincoln Lighthill Architect

Quando l'architetto californiano Lincoln Lighthill è stato avvicinato dalla pionieristica marca Blue Bottle Coffee per progettare la nuova location di New York City, ha cercato di fondere l'attitudine moderna della marca alla tostatura del caffè con i riferimenti alla cultura storica dei caffè di Manhattan. Nell'intervista che segue, Lighthill spiega come sia riuscito a bilanciare uno stile moderno con un richiamo alla tradizione, combinando una selezione accurata dei materiali insieme con elementi innovativi di falegnameria e mobili PLANK.

Lincoln, in passato ha lavorato a diversi caffè per Blue Bottle Coffee. Con questo progetto, come ha fatto a tradurre i valori di marca in uno spazio che fa riferimento anche alla sua posizione al centro di Manhattan a New York?

In ogni caffè che creiamo per Blue Bottle Coffee, cerchiamo sempre di trovare una nuova e unica interpretazione dello stile che rifletta la cultura locale, così come la cura e l'abilità nel fare caffè di alta qualità. In questo senso cerchiamo di far progredire il design dei caffè nello stesso modo in cui Blue Bottle Coffee sta facendo progredire l'arte della preparazione del caffè. Per questo progetto, abbiamo preso come punto di partenza la ricca gamma dei caffè locali, con le loro boiserie scure e in legno e gli interni grandiosamente decorati. Il caffè Blue Bottle Coffee rappresenta una moderna interpretazione dell'arte della tostatura.

Quali sono le caratteristiche più uniche o innovative del design del caffè?

La forma angolata e a zig-zag del bancone e il modo in cui l'arredamento risponde a questo elemento, costituiscono l'allontanamento più radicale dai caffè tradizionali. Questo concetto riflette il modo in cui le persone attraversano uno spazio, piuttosto che costringerle a entrare in zone rigide e rettilinee che rendono più difficile la circolazione in un caffè affollato. Abbiamo anche voluto esagerare le proporzioni dello spazio in modo giocoso, collocando degli specchi a entrambe le estremità della sala e creando così un senso di spazialità infinito, una sala di specchi.

Perché avete scelto i mobili PLANK per questo progetto e cosa aggiungono questi prodotti allo schema degli interni?

La selezione dei materiali combina il legno scuro - in questo caso il noce - con le tonalità più chiare e bionde del legno per legarsi all'estetica del Blue Bottle Coffee e dare più luce e ariosità allo spazio. I bordi biondi a vista del compensato impiallacciato in noce si legano ai mobili PLANK biondi e li distinguono dai tradizionali caffè relativamente scuri e cupi. Le forme moderne dei mobili rafforzano anche il fatto che questo non è solo uno spazio moderno, ma è anche in linea con l'estetica di Blue Bottle Coffee.

Può parlare nello specifico del motivo per cui ha scelto le sedie REMO e gli sgabelli BLOCCO?

In modo simile all'idea del bancone a zig-zag che accoglie meglio il flusso del cliente, le forme curve e avvolgenti delle sedie REMO chair suggeriscono anche un senso di accomodamento moderno, non vincolato dalla tradizione, o dai limiti delle tecniche di fabbricazione tradizionali. Il dettaglio dei prodotti supporta anche l'idea che il design architettonico sia il riflesso del modo estremamente preciso e dettagliato con cui viene preparata ogni tazza di caffè Blue Bottle.

Come pensa che possa evolvere il design degli spazi pubblici nei prossimi mesi o anni a seguito della crisi in corso della Covid-19?

La tensione tra progettare per il presente e progettare per il futuro sembra essere la sfida centrale del design di questo momento. Nessuno vuole progettare gli spazi come se fossimo esattamente dove siamo, per sempre. Questo suggerirebbe una visione altamente segregata e persino solitaria di come interagiamo (o non interagiamo!) negli spazi pubblici, pieni di barriere e separazioni. Penso che la sfida consista ora nel progettare spazi in grado di fornire la sicurezza della quale abbiamo bisogno adesso per continuare a vivere nel mondo, e la flessibilità per tornare a un modo di vivere e di interagire meno vincolato in futuro. Il modo esatto in cui lo facciamo è diverso per ogni tipologia di progetto su cui stiamo lavorando attivamente, in tutto ciò che ci coinvolge in questo momento.

Quali sono le speranze e ambizioni per il vostro studio nei prossimi anni?

Spero che la portata, la scala e la sostenibilità del nostro lavoro continuino a crescere e a espandersi. Mi piacerebbe anche avere più opportunità di lavorare con aziende come PLANK che, come noi, stanno cercando di spingere i confini del design e della creatività nel mezzo delle sfide sempre più grandi che tutti noi affrontiamo come industria e civiltà.

Intervista di Alyn Griffiths
Foto: Frank Oudeman©/OTTO.